Tokyo - Stazione Ueno

L’autrice dà voce a un Giappone di invisibili. I suoi libri, premiati in patria coi più alti riconoscimenti letterari, sono critici verso la società nipponica e le contraddizioni della modernità. Vincitore del National Book Award come miglior opera straniera, Tokyo - Stazione Ueno è un ritratto sincero, privo di moralismi e toni drammatici, un quadro lirico e spietato della vita umana.

 

Tokyo, Parco di Ueno. I ciliegi fioriscono e i visitatori possono ammirare le bellezze storiche della capitale, ma ai margini di questo idillio si consuma una tragedia silenziosa. Lo sguardo delicato del protagonista accompagna il lettore alla scoperta non solo di un luogo meraviglioso e dei suoi angoli più nascosti, ma anche del dolore e della dignità di chi, come lui, all’interno del parco non vive più, ma sopravvive.

 

“Credevo che la vita fosse come un libro, dove una volta sfogliata la prima pagina c’è la successiva, e sfogliando una a una tutte le altre dopo un po’ si arriva all’ultima. Invece, la vita è completamente diversa dal racconto che trovi dentro a un libro. Anche se le parole sono messe una accanto all’altra e le pagine sono numerate, manca la trama. Anche se c’è una fine, non finisce.”

 

“Quel giorno… il tempo è passato. Il tempo è finito. Eppure, quel tempo è sparpagliato qua e là come puntine da disegno disseminate in giro”.

 

“Sul calendario sono tracciate delle linee tra ieri, oggi e domani, ma nella vita non c’è delimitazione tra passato, presente e futuro. Ognuno porta da solo un tempo così enorme da non riuscire a sostenerlo, vive e muore…”

 

“Il tempo non passa. Il tempo non finisce.”

 

“All’improvviso scende la pioggia e bagna i teli delle tende. Cade sotto al proprio peso. Come il peso della vita o il peso del tempo, anche quello della pioggia cade giù con regolarità.”

 

“Cercavo di chiudere gli occhi e di controllare il respiro, ma chiudere gli occhi mi faceva paura. Non era la paura di qualche fantasma. Né della morte, non avevo paura di morire. Avevo paura di vivere una vita che non sapevo quando sarebbe finita.”

 

 

rassegna stampa

Tokyo - Stazione Ueno

€ 16,00Prezzo

YU MIRI

Autrice sudcoreana Zainichi, ossia nata e cresciuta in Giappone da genitori sudcoreani. La sua lingua madre, con cui scrive, è il giapponese. Nel 2011, dopo il disastro nucleare di Fukushima si è trasferita nelle zone colpite da terremoto, tsunami e radiazioni, trasmettendo con una postazione radio da campo, in cui intervista i sopravvissuti al disastro.

 

  • Facebook-21lettere
  • Instagram